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Sanremo: il festival dell’intrattenimento

Lungi da essere solamente una competizione di carattere musicale, il Festival di Sanremo è un vero e proprio fenomeno di costume. Le cinque serate trasmesse dal teatro Ariston sono infatti un contenitore di spettacolo studiato per intrattenere il pubblico divertire, così come anche per sensibilizzare su determinati temi, come si è visto soprattutto in occasione della dell’ultima edizione. La trasmissione è la punta di diamante della programmazione dell’ammiraglia della Rai, ovvero Rai 1.

Dalla radio alla TV

Più di 70 anni fa, il festival veniva trasmesso via radio. I cantanti si esibivano nel Casinò di Sanremo e i loro brani diventavano importanti successi, proprio agli albori della nascita della industria discografica. Con il passare del tempo, il festival ha assunto proporzioni enormi sia per quanto riguarda il suo share televisivo, che per la durata, che si snoda attraverso cinque lunghissime serate consecutive. Mantenere alto il livello di interesse dell’audience è davvero un compito molto arduo, ed è per questo motivo che, accanto ai performer, sul palco vengono chiamati anche importanti personaggi dello spettacolo.

Le edizioni di Amadeus

Già confermato per le prossime due edizioni, il conduttore ha ricoperto con gran successo il ruolo di direttore artistico nel corso delle ultime tre (consecutive) edizioni del festival canoro. Ancora non accorcia le distanze con gli ormai quasi mitologici Pippo Baudo e Mike Bongiorno, ma, considerando la velocità della sua ascesa e quanto saldamente sta dimostrando di saper tenere questo difficile timone, potrebbe anche arrivare a raggiungere i fasti di quei celebri presentatori. Uno dei meriti di Amadeus è stato quello di riuscire a far convergere le scelte artistiche e i brani presentati con i gusti del pubblico, anche di quello più giovane. Un’impresa che era stata tentata più volte, seppur con esiti altalenanti.

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Lo spettacolo delle emozioni

L’intrattenimento può assumere le forme più diverse, talvolta inaspettate. L’importante è che riesca a coinvolgere il pubblico e a tenerlo incollato allo schermo. Ci sono alcune trasmissioni che si situano in un luogo incerto: né spettacolo, né informazione, né approfondimento. Questi format si occupano del racconto e della condivisione di storie dove la gente comune mette a nudo i suoi sentimenti. A seconda del taglio del programma, del conduttore e della fascia oraria, i ritmi e le modalità con cui vengono raccontate, scandite e “scandagliate” queste storie possono essere molto diversi. In comune, c’è la voglia di portare sul palcoscenico personaggi noti o perfetti sconosciuti, che si raccontano (quasi) senza nessun filtro.

I sentimenti in TV

A chi disdegna l’intrattenimento fatto di persone comuni e delle loro storie di tradimenti, litigi da appianare e sentimenti da dimostrare, si ricorda, senza troppi giri di parole, che il format di C’è Posta per Te, giunto ormai alla sua ventiseiesima edizione, ha chiuso il 2021 con punte del 30% di share. Questo programma rappresenta un unicum per quanto riguarda la sua formula, che rimane sempre sostanzialmente uguale, quasi a scandire una ritualità rassicurante e familiare.

Nello storico Carramba che Sorpresa della compianta Raffaella nazionale, l’incontro – dopo decenni di vite separate – di parenti alla deriva per il mondo, era accompagnato in modo giocoso dall’allegria della conduttrice, nonché dagli studi agghindati a festa e dai lustrini del sabato sera. Nel programma della De Filippi, invece, la dimensione è molto più intima, a partire dal racconto delle storie affidato alla voce di Maria. Mentre lei legge testi emozionanti senza inflessioni di voce o tentativi di interpretazione, la regia inquadra il volto del “richiedente perdono”, che non saprebbe – nell’emozione di luci, pubblico e diretta – articolare discorsi tanto lineari e completi.

Divertimento, condivisione, lacrime e successo

Sul segreto del successo di questa tipologia di trasmissioni spesso si parla in termini di identificazione dello spettatore, che non si sente lasciato solo nelle sue piccole infelicità quotidiane, sapendo che ci sono altre persone che soffrono come (e forse di più) di lui. I più critici vedono invece una specie di sadismo di chi si ciba delle disgrazie altrui, e più sono torbide e meglio è. Forse, ciò che rende questa formula vincente, è proprio anche l’umanità, imperfetta e irripetibile, di chi si trova per la prima e ultima volta ad essere protagonista in prima serata. In un certo senso, una celebrazione della “normalità” che, una volta tanto, si porta a casa qualche applauso.

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Reality Show: un successo senza fine

Al di là di quello che si potrebbe pensare, i reality show sono nati moltissimi anni fa, quando ancora non c’era la televisione. Il programma radiofonico Queen for A Day fu trasmesso con successo per circa vent’anni su una radio e poi una TV statunitense. Nel corso delle puntate, alcune donne raccontavano le loro difficoltà, che erano principalmente di natura economica, e i problemi ad esse collegati. La donna che riusciva maggiormente a commuovere il pubblico veniva premiata con somme in denaro e altri premi, diventando così “regina per un giorno”. La parte reality di questo format consisteva nella “non scrittura” delle storie delle protagoniste, che inserivano quindi un elemento non autoriale all’interno di una trasmissione in diretta.

Nuove tendenze: la cucina protagonista in TV

Facendo un salto quantico e arrivando ai nostri giorni, troviamo i reality saldamente sul podio dei programmi più seguiti, sia durante i live che nelle relative discussioni sui social network. Quando il coinvolgimento del pubblico, a causa di una formula particolarmente apprezzata, diventa molto alto, i reality possono diventare dei veri e propri fenomeni di costume.

È il caso, questo, di MasterChef, il talent-reality che continua ad emozionare attraverso una gara tra aspiranti cuochi alle prese con ingredienti da selezionare, ricette da portare a termine in tempi brevissimi e impiattamenti degni di un ristorante stellato. Il successo di questo format non ha fatto solo aumentare l’acquolina in bocca agli spettatori, ma ha causato un incredibile boom di corsi di cucina, più o meno professionalizzanti. Molti hanno iniziato a conoscere onori e oneri del cuoco e della sua brigata proprio attraverso MasterChef. Uno degli indubbi meriti del programma è stato quello di contribuire a diffondere ricette della tradizione e la riscoperta dei sapori e piaceri della buona tavola.

Gente comune e VIP alle prese con la vita

Dal Grande Fratello all’Isola dei Famosi, fino a La Fattoria e Temptation Island, la TV ha saputo proporre gli show più diversi con un unico denominatore: la convivenza forzata di un gruppo di persone, le cui vicende e intrecci di relazioni sono seguiti da telecamere per 24 ore al giorno. Tra (qualche) spontaneità, sapienti e scaltre scelte autoriali e la voglie di mettersi in gioco dei protagonisti, viene fuori un format molto amato dal pubblico, così come dagli sponsor.

Dal reality al talent, tra giudici e debuttanti

Nato come sottocategoria dei reality, i talent di successo vedono aspiranti artisti alle prese con una giuria di esperti. Anche il voto da casa del pubblico è importante per determinare le sorti di coloro che si alternano sul palco. Tra i più noti talent, troviamo X Factor e Amici. Il primo è una gara fra team di interpreti musicali, mentre il secondo è strutturato come una vera accademia per giovani artisti.

Tra i talent che si sono fatti maggiormente apprezzare, troviamo anche l’eclettico Italia’s Got Talent e The Voice. Una menzione particolare la merita The Voice Senior, dove interpreti over si mettono in gioco in una gara che mescola abilmente i contenuti artistici con momenti più “emozionali”.